Tiziana
Cera Rosco
La
prevaricazione più grave
Brevemente,
sottoforma di notizia,
Cosa può dirci direttamente il bene
Se non la sua prevaricazione più grave
Mettersi tra noi e il dominio della nostra rovina
Quando digrignandoci fino allo scheletro dei denti
Aspiravamo a perdere la nostra reversibilità
Rompere il ginocchio della statua che regge la colonna
O un fight club, un atto emorragico
Quasi a raggiungere una perdita integrale che sostituisca
L’errore di questo continuo accoppiamento col mondo
Un doppiaggio ben riuscito a livello inferiore
Ma coi loro labiali sono entrati in noi una serie di corpi
E ci tocca espellerli con la nostra stessa voce
Rovinarli spingendoli nel buio che ci precipita
Ogni cosa nata da luoghi interni
Porta un istinto di vita manipolatore
Un cancro di un calore rabbuiante come una coscienza impressionale
Io questa cosa la conosco anche dal di fuori di te
E ti prevarico stanotte gravemente
Una sodomia praticata nei tempi scomodi del flusso
Perché tu possa liberare la tua ambigua somiglianza ad essere
rotto
-guardami –
Il bene violenta il nostro buio crudamente
Irrita il fondo di una retina
Questo organico sfondo inumano che chiamiamo solitudine
Che maledici e benedici incoscientemente
Con una dolcezza pertinente all’abuso di te
Alla nausea a cui apre la speranza
Io lo so che non c’è nulla di proiettato dall’eterno
Ma al di là di queste manifestazioni
Per effetto di una torsione voluta dal midollo
Ti ricordo il tono della nostra esistenza
Non una prudenza ridicola
O la stanchezza carnale a cui dobbiamo una certa superiorità
Io e il tuo talento ci stiamo alleando contro di te
Con la volgarità massima di una sospetta incomprensione del
tuo sforzo
Questa tua rabbia voglio vederla tenersi dritta
Frustare a terra la sua colonna vertebrale come una miccia
Una minaccia di velocità che fa tremare il letto moribondo
dei fiumi
Senza nessun grado di alterazione parallela
Un confronto alfa con la prevaricazione più grave
Questo è stanotte lo sforzo nervoso da titolo di testa
Le notizie del mondo brulicano nella noia i loro piccoli caratteri
Mescolano umori neri, uomini, petroli
Politicano in niente la loro vita col doppiaggio
Senza disappunto, senza com-promesse
Ricorderai il maiuscolo della mia alleanza con te
Le cose che ci diciamo ora valgono
Più in là – direttamente - più in là
Il mio bene svolgerà lontano.