Maria
Grazia Calandrone
Un
vagito nel vapore acqueo
Coltivazioni
di cereali nei feudi, mura
con castoni di ossa di operai
e guarnigioni in cavitate pectoris: invenzione
del ferro e sue conseguenze nel comportamento
del demone serale. Volti
fermentati per uso liturgico. A causa
di porfiria si ritraeva la lingua nelle cavità molli e l'occhio
semichiuso era trattato in ossido di cromo e sale.
Due
pallide creature luminose in una notte senza luna vennero condotte
a morte totale per mezzo
di un paletto di frassino.
Riempi loro la bocca
con morsi di pesca e con semi
e nel cielo una fuga corporea di campane di bronzo.
Verrò nella tua casa guidato dagli stormi
affinché la tua ombra sia sfiorata
dal battito di un'ala, non dall'acciaio freddo
del fiume che ogni notte mi attraversa.
Il
suo cuore si muove in linea retta
verso adeguati luoghi – è un animale
dal manto bianco che siede a protezione della casa, in silenzio
rende testimonianza della soglia
esposta ai raggi della luna
e il suo nome ribolle nelle canalizzazioni
di lei che dorme, nelle ampolle che lentamente rovesciano
sul pavimento il caldo del suo corpo.
Egli
posa sul petto di chi dorme come una farfalla
e ha il cuore rotto da un volto
testimoniato da raggi di stelle.
Il suo sguardo è una zolla di cenere – dove posava
bruciava i raccolti. Messo al morto un mattone sotto il mento
rilasciava un freschissimo sangue
dalle ferite, il caldo frutto
della digestione batterica.
Portate
legna, tagliate la sua testa, voglio che smetta
di sorridermi dal bianco borgo della notte
perché io lasci la veste da notte nella sua ombra.
Posate la greca di una pietra grezza
sul cereo silenzio del suo petto
abbandonato, spargete rose sul rogo del suo cuore
accucciato sul lato del mio letto
come una malattia della canicola.
Io
pronuncio il tuo nome dall'alto
della picca di un campanile affinché tu ti arrampichi
lentamente, trascini in alto i segni della terra e sulla terra
cada. Io muovo
mani nell'acqua affinché il fiume freddo del tuo cuore si disperda
come una bianca fuga di animali tra le strisce dell'erba
affinché il bianco rogo del tuo cuore
non dissecchi il mio cuore – affinché non t'invochi.